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Ma non siete stanchi degli stereotipi?


Avevo intenzione di incentrare quest’“articolo” sugli stereotipi in generale, ma in corso d’opera mi sono resa conto del fatto che avevo molto di più da dire sugli stereotipi nei libri, nei film e, soprattutto, nelle fanfiction.

Proprio qualche giorno fa ho visto su Youtube la recensione di Barbie Xanax del film After, appena uscito. After, al suo tempo, fu un vero e proprio fenomeno editoriale, ed è davvero difficile che non ne abbiate sentito parlare nemmeno mezza volta in questi ultimi anni.

After ha (purtroppo o per fortuna?) dato il via a un vero e proprio fenomeno di marketing che sta prendendo fin troppo piede negli ultimi tempi: le fanfiction che diventano romanzi.

Se non siete troppo giovani o se siete completamente fuori dal web, potreste non sapere cos’è una fanfiction.

Una fanfiction, come suggerisce anche il nome, altro non è che una storia pubblicata online, su siti appositi, che ha per protagonisti personaggi non inventati, bensì persone, solitamente abbastanza famose, che esistono realmente oppure personaggi inventati da altri che vengono, letteralmente, presi in prestito.

È probabile che io non sia stata particolarmente chiara, cercherò, quindi, di spiegarmi meglio: esistono fanfiction sui personaggi di Harry Potter così come ne esistono su Justin Bieber o, ancora, sugli One Direction.

Quello di scrivere e leggere fanfiction è un fenomeno molto diffuso tra gli adolescenti, in particolare tra le ragazze, che, semplicemente utilizzando un pc o, meglio ancora, il proprio smartphone, pubblicano questi racconti.

Solitamente la fanfiction si discosta molto dall’opera originale, non sono rare quelle che raccontano l’amore fra Draco Malfoy e Hermione Granger, i celebri personaggi di Harry Potter, cosa che a chi ha letto la saga sembrerà un qualcosa di assurdamente irrealizzabile.

Ma assurdo è proprio la parola chiave quando parliamo di fanfiction: niente più regole di tempo o spazio, i personaggi perdono la loro caratterizzazione originale per acquistarne una tutta nuova, appositamente scelta per loro dall’autrice (o, molto più raramente, dall’autore).

Queste storielle essendo, quindi, scritte da adolescenti o, peggio ancora, da pre-adolescenti, non è affatto raro che abbiano una grammatica che farebbe rigirare Dante e Manzoni nelle loro tombe, facendo loro sanguinare gli occhi.

Non mi dilungherò ancora sulla fanfiction in sé, ma vorrei aprire una breve parentesi sul fatto che, una volta diventate popolari, vengono letteralmente prese e gettate sul mercato editoriale, senza neppure farci su quel massiccio lavoro di editing che, tenendo conto delle premesse con cui erano state scritte, si rende più che necessario.

E, se come me, entrate in libreria più spesso di quel che il vostro portafoglio si può permettere, avrete certamente notato gli scaffali stracolmi di libroidi (per citare Michela Murgia) con titoli demenziali e copertine decisamente trash e brutte a vedersi (tutte obbligatoriamente uguali a quelle di After che, come ho già detto, fu l’apripista di questo fenomeno, se così vogliamo chiamarlo).

Le sopraccitate copertine vedono, il 99,9% delle volte, due tizi nudi, o quasi, che stanno sfacciatamente pomiciando o che fanno bella mostra dei propri corpi. Corpi perfetti ovviamente. Perché sia mai che uno dei protagonisti abbia la pancia.

Sul perché un giorno gli alberi si vendicheranno (sì, sto nuovamente citando Michela Murgia) e sul perché non vada affatto bene che storie nate come fanfiction diventino veri e propri romanzi (anche se io, per la quantità di trash che contengono, non li definirò mai tali) vi allego alla fine dell’articolo un video del booktuber Matteo Fumagalli (mio guru) che ne parla abbondantemente e dà molte delucidazioni al riguardo.

Dopo questa breve parentesi (no, non ho proprio il dono della sintesi) su cosa sia una fanfiction in generale, passiamo al particolare: gli stereotipi di cui sembrano grondare.

La ragazzina pura e casta che non ha la minima esperienza in campo sessuale; il ragazzaccio con un passato difficile che fa tanto il duro ma in realtà è tenero e dolce (solo con la protagonista eh!); il ragazzo che non vuole amare perché è stato ferito in passato e ora ha- parole sue- un cuore di pietra oppure- sempre parole sue- un cuore non ce l’ha proprio più; la ragazza che ha subito violenze sessuali in passato e ora non si fa toccare da nessuno che non sia il protagonista… e potrei andare avanti all’infinito.

Non so perché questo tipo di personaggio sia così popolare, ma vi assicuro che sarà difficile leggere una fanfiction e non trovarsi come protagonista uno stereotipo vivente.

Una ragazza si trasferisce dall’altra parte del paese, va in una scuola nuova e incontra il ragazzo della sua vita che, guarda caso, è bellissimo, super muscoloso, capitano della squadra di football della scuola e stronzo colossale. È sicuramente un don giovanni (il termine puttaniere mi sembrava troppo scurrile) che, oltre ad essere andato a letto con tutti gli esseri femminili della città (della scuola è riduttivo), è fidanzato con il capitano delle cheerleader (anche lei uno stereotipo vivente), ma i due si cornificano allegramente.

Oltre ad avere tutte queste qualità super positive, il bad boy di turno si arrabbia con la stessa facilità con cui io mi cambio i calzini e, ad ogni minima stronzata, perde completamente le staffe, abbaiando, ringhiando, picchiando e distruggendo tutto ciò che gli capita sotto tiro.

Non so voi, ma se io fossi un uomo mi offenderei profondamente ad essere continuamente descritto come uno scimmione incapace di controllare la propria rabbia e il cui unico scopo nella vita è quello di infilarsi allegramente nelle mutandine di qualcuno per placare (con scarsi risultati, aggiungerei) la sua voglia di sesso.

Ma non temete, che la protagonista non è tanto meglio…

Lei è una santarellina, senza la minima esperienza in qualsiasi campo, è bellissima ma non sa di esserlo (evidentemente ha bisogno che facciamo una colletta per comprarle uno specchio, vi lascio sotto il sito per fare un’offerta) e sarà odiata dal capitano delle cheerleader ancora prima di fidanzarsi con quello che, inevitabilmente, diventerà il suo ex ragazzo. Farà tanto la moralista, ma poi non esiterà a soprannominare con nomi volgari (zoccola, troia…) qualsiasi ragazza abbia una vita sessuale attiva.

Lei insegnerà ad amare al bad boy che, in cambio, la farà sicuramente soffrire per una qualche stronzata.

Ma non temete, alla fine si risolve tutto per il meglio e vivono tutti felici e contenti.

E qui, da donna, mi sento profondamente offesa in quanto vengo rappresentata o come una santarellina ingenua o come una poco di buono che andrebbe a letto anche con una mazza della scopa.

Mi sembra evidente che le vie di mezzo non siano proprio prese in considerazione.

Ma è sbagliato, quindi, scrivere fanfiction?

Assolutamente no.

Siamo tutti adolescenti, o comunque lo siamo stati, e quindi mi sembra inutile ricordarvi come sia impossibile che, almeno una volta nella vita, non abbiate fantasticato sull’attore o sul cantante del momento.

Tutti ci siamo immaginati al fianco della nostra celebrity crush a coronare il nostro sogno di una vita, dopo una lunga e tormentata storia d’amore.

Le fanfiction non sono altro che questo: una fantasia.

Quindi è normalissimo che adolescenti scrivano fanfiction destinate ad altri adolescenti che, condividendo con loro la passione sfrenata per qualche celebrità, si appassionerà alla storia e, magari, ne scriverà a sua volta una. È tutto perfettamente normale.

Quello che è preoccupante sono i contenuti di queste storielle.

Sorvolando sul fatto che temi veramente pesanti come bullismo, autolesionismo, violenze fisiche e sessuali, soprusi e discriminazioni di ogni genere vengano trattati, il più delle volte, all’acqua di rose e descritti con le stesse parole che useremmo noi per dire che stiamo andando a comprare il pane giù al palazzo, la cosa veramente preoccupante è proprio il rapporto malato che, troppo spesso, si instaura fra i due protagonisti.

Seguendo la scia di libroidi discutibili come le celeberrime 50 sfumature, le fanfiction, ma ormai anche i romanzi destinati sin dall’inizio al mercato editoriale, raccontano spessissimo di rapporti fra i protagonisti che sono tutto fuorché sani.

Basta fare un giretto fra le storie popolari di Wattpad (la piattaforma online destinata proprio alla pubblicazione e alla lettura di fanfiction) per accorgersi, con tanto di occhi sgranati, della quantità immane di trame che, oltre ad essere stereotipate al massimo, sono grottesche e, il più delle volte, raccontano di un rapporto malato tra i due amanti, senza però minimamente condannarlo. Anzi, lo esaltano e lo idealizzano quasi come se fosse la perfetta storia d’amore.

Di solito a fare da protagonista alla storia c’è questa sorta di gelosia insana del protagonista maschile nei confronti della protagonista femminile e, come se non bastasse, il tutto è contornato dal suddetto scimmione che sente questo irrefrenabile prurito alle mani per cui non riesce a fare a meno di picchiare ogni essere dotato di un apparato riproduttore maschile che posa gli occhi sulla protagonista che, ovviamente, non riuscirà mai a difendersi da sola.

Ma, ora, dico io non vi sentite un po’ stufi della solita solfa?

Perché io sì, e anche tanto.

Non vi bastano anni e anni di pop culture che hanno dipinto le donne come essere fragili e indifesi assolutamente incapaci di difendersi da sole e che necessitano, quindi, del tanto sospirato principe azzurro per essere tratte in salvo?

Non vi bastano tutte quelle volte che un uomo viene dipinto come un essere dalle capacità mentali limitate e il cui unico scopo nella vita è quello di spargere in giro il suo sperma?

Perché io mi sento un po’ stufa.

Non smetterò mai di dire che noi giovani abbiamo il futuro nelle nostre mani, ma se quello che le adolescenti pensano è che sia giusto farsi trattare male da un ragazzo perché tanto chi disprezza vuol comprare e che vada bene avere un rapporto morboso con qualcuno che ci controlla 24/7 e che ha attacchi di rabbia in cui distrugge tutto ciò che si ritrova sotto mano, quanto lontano andremo?

Non molto, purtroppo.

Come dice anche la sopraccitata Barbie Xanax, sempre nella recensione di After, durante l’adolescenza abbiamo i primi approcci con l’erotismo e con la sfera sessuale in generale e, se i ragazzi prediligono la sfera visiva e quindi i porno, le ragazze preferiscono di gran lunga la letteratura piccante, se così vogliamo chiamarla.

Non è quindi deleterio leggere e vedere continuamente solo queste rappresentazioni di ragazzi e ragazze?

Credo proprio di sì.

Se sono una ragazza alle prime prese con la mia sessualità e mi vengono propinati in continuazione questi modelli a cui aspirare, è quasi certo che inizierò a pensare che o rimango vergine, pura e casta fino al momento giusto (ma giusto per chi, poi?) o, se per caso dovessi iniziare ad avere una vita sessuale attiva e soddisfacente, sono una poco di buono.

Ma attenzione al rovescio della medaglia: se supero una certa età (scelta da chi, poi?) e sono ancora vergine, allora sono una sfigata e arriverà sicuramente il cavaliere di turno che mi caverà via dall’impiccio e si sentirà in diritto di scommettere con gli amici sulla mia verginità (ogni riferimento ad After e a tutto ciò che ne viene dopo non è affatto casuale).

Ma saranno pure cavoli miei quello che voglio fare col mio corpo? Magari voglio fare le ragnatele o magari voglio concedermi ogni sera a uno diverso. Fin quando parliamo di rapporti consenzienti e che non nuocciono a nessuno se non alle menti bigotte, di cosa dovrei vergognarmi esattamente?

Allo stesso modo, se sono un ragazzino e vedo continuamente ed esclusivamente rappresentati questi modelli, come farò a non pensare che l’unico modo per essere ben visto sia solo quello di andare a letto con una diversa a sera (magari tenermi anche un quadernino con le stelline da attaccare a seconda della performance sessuale)?

Anche qui sono solo ed esclusivamente cavoli del ragazzo quello che vuole fare della sua vita sessuale.

Non vi sembra che, nel 2019, sia il momento di iniziare a farsi gli affaracci propri e di smetterla di giudicare tutti e tutto?

Credo sia giunto il momento di concludere questo articolo, ma sono molto curiosa di sentire anche altre opinioni, magari anche discordanti, sia su questo nuovo tipo di editoria e sia su questi stereotipi in generale.

Ci sarebbe tanto altro da aggiungere, ma credo di essermi dilungata anche troppo, magari se potrebbe interessare potrei scrivere qualcos’altro in proposito.

Vi lascio di seguito tutti ciò che ho citato:

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Perché ho creato questo blog?

Oggi, 22 marzo 2019, ho creato questo blog.

Premetto, con una certa vergogna, di non avere la benché minima esperienza con i blog, almeno non nel ruolo di scrittrice.

Non importa come io mi chiami o quanti anni abbia, credo sia del tutto irrilevante ai fini di questo blog. Che poi, io, nemmeno lo so che fine abbia questo blog.

L’unica cosa che so è che ho sentito, mai forte come oggi, l’esigenza di crearmi uno spazio tutto mio, uno spazio in cui poter essere davvero me stessa. Forse neppure mi importa di essere letta, voglio solo scrivere senza alcun freno, senza farmi alcun problema. E spero, che così facendo, io riesca a trovare me stessa.

Nella vita reale, molto più spesso di quanto io sia disposta ad ammettere, nascondo le mie opinioni; un po’ lo faccio per paura di quello che le persone possano pensare di me e un po’ lo faccio perché, a volte, non so davvero con che parole esprimermi.

Mi è sempre risultato più facile, però, scrivere; ho pensato quindi che un blog fosse l’ideale per me. Questo sito, quindi, non avrà un tema fisso, ma semplicemente scriverò di me stessa, a trecentosessanta gradi.

Scrivere a tutto tondo di me stessa significa, però, scrivere indistintamente di politica, economia, libri, musica, film, scuola e cose assolutamente demenziali. Non escludo nemmeno di poter scrivere qualcosa sui cartoni animati che sono costretta a guardare per colpa di mia sorella.

Sono davvero un controsenso vivente, ne sono pienamente consapevole.

Credo sia arrivato il momento di chiudere l’articolo di introduzione a questo blog che, come ho già scritto e ripetuto, non so davvero che piega prenderà.

Per qualsiasi cosa mi piacerebbe rimanere a vostra disposizione, che vogliate parlare di politica o di trash italiano, potete scrivermi senza nemmeno porvi il problema.

Indirizzo e-mail: storiediunadolescente@gmail.com

Ci risentiamo nel prossimo articolo, vi prego di farmi sapere se anche voi sentite mai l’esigenza di avere uno spazio tutto vostro. E, già che ci siamo, ditemi anche se questo spazio ve lo siete creati e come.

Sono una persona estremamente curiosa.